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Chiarimenti in materia d'oro

Chiarimenti sul commercio di rottami d'oro

leggi compravendita oro

Per fare maggiore chiarezza da quanto disposto dalla Legge 7/2000, la Banca d’Italia ha provveduto alla pubblicazione del documento esplicativo “Chiarimenti in materia di oro” del 26.06.2001 dichiarando: “per poter qualificare, ai sensi della Legge 17/01/2000, n. 7, il commercio di rottami di oro ed individuare gli eventuali obblighi gravanti su coloro che svolgono tale attività, si distinguono due modalità operative:

1. Acquisto di oggetti preziosi usati, direttamente da privati, e rivendita degli stessi, senza ulteriore trasformazione. Detta attività non è qualificabile ai sensi dell’art. 1, comma 3, della Legge 17/1/2000, n. 7; essa si configura, infatti, come commercio di prodotti finiti che non rientrano nella definizione di “oro” contenuta nell’art. 1, comma 1, della stessa Legge.

2. Acquisto di oggetti preziosi avariati, destinati alla fusione, e successiva cessione dell’oro così ottenuto, in una qualunque delle forme in uso (lingotti, placchette, etc.). L’operatività in questione, esercitata in via professionale e non occasionalmente, deve ritenersi riconducibile, sia per gli aspetti soggettivi che oggettivi, nel disposto di cui alla Legge n. 7/2000”.

Come visto, nel primo caso, non è necessaria l’autorizzazione dell’U.I.C. trattandosi di commercio di oggetti preziosi usati e pertanto andrà applicata l’IVA sull’imponibile. Nel secondo caso invece, trattandosi di cessione di ”rottami”, quindi materiale d’oro, è necessaria l’autorizzazione dell’Ufficio Italiano dei Cambi, quindi essere qualificati come operatori professionali, e godere pertanto della non applicabilità IVA sulla vendita d’oro destinato a fusione.

Infatti l’abitudine dei compro oro, è quella di acquistare oggetti preziosi usati dai privati cittadini (o da altri compro oro), e rivenderli direttamente a fonderie o aziende specializzate nel recupero di metalli preziosi.

Nulla potrebbe vietare questo comportamento se i beni ceduti fossero qualificati per quello che realmente sono, ovvero oreficeria usata, ma nella più ampia casistica vengono invece qualificati come rottami. Questo espediente, di mutare arbitrariamente la natura dei beni, consente di eludere l’I.V.A. beneficiando di quanto stabilito dalla Legge n. 633/77 articolo 17 comma 5°.

Di seguito trovate il PDF scaricabile con il documento pubblicato dalla Banca d'Italia, messo a disposizione per voi dal Banco Metalli Preziosi Gold Service. Per maggiori dettagli contattate i nostri uffici di Cava De' Tirreni, in provincia di Salerno.

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